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Posto una mail ricevuta da una cara amica, sono idee che ci ronzano in testa da un pò e che vorrei condividere con voi…

“Ho pensato che vorrei cambiare, dare una svolta!!! ma ho i piedi per terra e non farei salti nel vuoto! magari però iniziare qualcosa parallelamente al lavoro che c’è potrebbe essere un inizio…sto iniziando a ragionarci…

Vi voglio bene e vi stimo ognuna per la vostra unicità e mi piacerebbe condividere con voi questa idea…sfruttare i nostri talenti più puri e semplici cioè le nostre idee, manualità, intuizioni…non so bene, per ora farnetico ma voi potreste aiutarmi a dare  concretezza al tutto, chi meglio di voi ???????(io sono davvero l’ultima ruota del carro!):

– una sarta con manine d’oro

– una maestrina con tanta creatività/immaginazione e pazienza

– una mamma bis (se non ha manualità e praticità lei!!)

– una artista/disegnatrice….

– una libraia che sferruzza alla velocità della luce

– due architette tutto fare

– una cake designer

aggiungo questo articolo che ho trovato…potrebbe essere il nostro inizio:

<<una normativa precisa che regoli l’attività dell’hobbista ancora non c’è, per lo meno a livello nazionale. Però, tanto per cominciare, è indispensabile sapere chi può essere definito hobbista.

L’hobbista è quel soggetto che: vende, baratta, espone creazioni fatte a mano che sono frutto del proprio ingegno e che hanno un valore non superiore a 250 euro.

svolge l’attività creativa in modo occasionale, saltuario e amatoriale, e non la gestisce invece in maniera organizzata come se fosse  un lavoro vero e proprio.

non supera, dalla vendita delle sue creazioni, i 5000 euro l’anno

Se sono presenti tutte queste condizioni, l’hobbista non deve prendere la partita iva e non deve essere iscritto in nessun albo in quanto non è né un artigiano, né un commerciante. Per questo, se lo scambio avviene tra privati, l’hobbista non ha l’obbligo di rilasciare ricevuta o scontrino (che, in quanto documenti fiscali, sono richiesti solo a chi ha la p.i.).

L’hobbista può vendere anche nei mercatini. Sono mercatini appositamente riservati a chi appunto come gli hobbisti, non hanno la P.I. E’ sempre bene fare attenzione a non esporre in un mercatino riservato agli ambulanti (che sono quelli che hanno p.i.)>>

Vendere con vari canali le nostre creazioni (inizalmente quello che viene, cose diverse fra di loro) senza grossi vincoli burocratici e fiscali (come si legge nell’articolo)…potrebbe essere inizialmente tramite:

fb: mettendo le foto delle nostre creazioni avremmo circa un centinaio a testa di visualizzazioni (i nostri amici) e circa mille quindi ipotetici acquirenti che magari per un compleanno o simili potrebbero comprare una creazione da noi conoscendo almeno una di noi! intanto anche per fare conoscere l’idea si terranno prezzi molto bassi ovviamente!

– mercatini eventuali

passaparola di ognuna di noi

– tramite esposizione in libreria 

Questo ci servirebbe in primisi a vedere se la cosa tira e quanto e a capire magari in quali articoli specializzarsi…inutile dire che un minimo di impegno bisognerebbe riservarlo al progetto e non so se ne avete voglia…certo non avremmo inizialmente scadenze di alcun tipo (non lavorando su commissione) ma solo una libera produzione per vedere cosa va…

se si vede che c’è un certo guadagno (oltre 5.000 all’anno)si può iniziare a pensare a una seconda fase: lo sturt up!!!

Si potrebbe pensare pian pianino di creare una struttura/esposizione vera e propria (solo di manufatti? anche con libri/dolci….??? bhòòòòòòòò!!)…qui potrei dare un apporto io con la mia piccola esperienza come progettista e conoscendo un pò la normativa che incentiva l’imprenditoria femminile destinando alla stessa dei fondi…

si potrebbe scrivere un bel progetto chiedendo anche un contributo all’idea…certo studiando bene l’idea imprenditoriale e la sua sostenibilità, ovvio!!!

Ho tante idee ragazze nella testa…ma non so, so solo che sarebbe bello condividere un progetto (in fondo lo facciamo già da anni) con lo stare insieme, facendo sfruttare i nostri talenti così diversi(ognuno con il proprio bagaglio/storia/influenze personali)….

nella più rosea delle prospettive poi il lavoro lo faremmo da noi e soprattutto magari con orari/ritmi su misura per noi potendo contare sulla disponibilità/energie di tutte noi e su una grande collaborazione…se arrivassimo ad avere un posto nostro (magari grazie a un progetto finanziato) poi potremmo dividerci i ruoli e le mansioni……

bhò, ragazze…che dite!! sto delirando?!? è che vorrei provare a fare qualcosa di più mio…”

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