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E. V. E.

E. V. E.

A un mese esatto dal nostro secondo anniversario, avendo ricevuto ieri questa foto, non posso che dedicare due semplici righe a queste due care amiche, le mie testimoni. Il ringraziamento è d’obbligo per come mi sono state vicine nei mesi non facili antecedenti al matrimonio, condividendo con me le gioie e i dolori dell’organizzazione, le tensioni, le ansie, le paure, le soddisfazioni e i traguardi raggiunti. Una spalla, anzi due 😉 davvero impagabili! E.sx è con me dagli anni della scuola superiore, compagna di banco, amica, confidente e compagna di marachelle. Ihihihihiii!!! E.dx è arrivata dopo, nell’ultima fase universitaria e, quasi in sordina, si è insediata nel mio cuore. Anche qui, man mano la conoscenza aumentava, grande complicità e sostegno. E poi, la scelta di averle come testimoni e la gioia alla loro risposta affermativa! Per entrambe nulla era stato calcolato, volevo che fosse una richiesta spontanea e sincera. Punto. E così è stato. Con E.sx stavamo camminando nelle gallerie della Freccia Rossa, fantasticando su come sarebbe stato il matrimonio e su tutti i preparativi e l’emozione e lei se nè uscita con un: “E poi dovrò pensare a cosa mettermi…” ed io: “Già, anche perchè la testimone, insomma, deve fare anche lei la sua figura…” Non posso descivervi il suo viso, era raggiante. Davvero felice. Ci siamo abbracciate saltellando per la galleria, con la gente intorno che ci guardava come fossimo scese dalla luna. Con E.dx invece, la proposta è stata singolare. Dopo un intero lungo we passato a Londra per il mio addio al nubilato, ci ritrovammo stanche morte a vagare per l’areoporto di Stansted tutta la notte antecedente alla partenza. L’aereo era di buon mattino e pensavamo fosse superfluo prendere una camera solo per 2 ore di riposo. Così abbiamo tentato l’avventura. Non avrebbe potuto andarci peggio! L’aereoporto era parzialmente chiuso, e siamo dovute stare tutto il tempo in una sala d’aspetto. Eravamo in tanti e non c’erano sedute per tutti. Faceva un freddo cane, dell’aria fredda proveniente da dio solo sa dove ci entrava nelle ossa. Impossibile scaldarsi. Perciò vagavamo. Ci accampavamo. Tornavamo a vagare. Nuovamente a cercare di dormire. Così per sei interminabili ore. Impossibile. E’ stato qui, su una poltroncina dell’aereoporto accaparrataci nel corso delle nostre peregrinazioni, che le ho fatto la proposta: “E, ti andrebbe di essere la mia testimone?”. E lei: “Stai scherzando?” non credeva alle sue orecchie. “Certo che mi va, ne sarei onorata!” seguito da un abbraccio caldo e stretto. E così, alle 3:43 di una notte di settembre, avevo anche io le mie due testimoni! Da lì, inseparabili.

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